SULMONA: "SEDE DEI NOSTRI PROGETTI DI SOLIDARIETA' E CULTURA"
La chiesa di S. Francesco di Paola

«Alla confluenza di due strade, l’una per i monti s’iner­pica verso la Maiella, l’altra in un serpeggiamento veloce, si prolunga all’ombra di Pettorano, s’eleva ora la chiesa di San Francesco di Paola con il suo solitario Convento e con l’ilare e moderno campanile che guarda con stizza sonante il sordo cemento delle umane colombaie.

Era già da qualche anno vivo e insistente il bisogno di una storia di questo santuario monastico e non sarebbe stata inopportuna con documenti e memorie negli sperati archivi, rinvenuti con paziente intuito.

Solo uno scrittore, Ignazio di Pietro [1] con una brevità un po’ inesplicabile, parlando dei suoi Sulmonesi, ha: "Fon­darono nel 1620 il Monistero dei PP. Paolotti ed edificarono una bella chiesa sotto il titolo di S. Francesco di Paola. con aver diroccata una piccola, dedicata a S. Maria delle Grazie, e dietro all’altare maggiore esiste la iscrizione"

Tratto dal quaderno del Rotary Club di Sulmona scritto da Don Antonino Chiaverini.

Sulmona
Regione: Abruzzo
Provincia:
L'Aquila
Abitanti:
25.407 (Censimento 1991)
Altitudine: 405 s.l.m.

La storia
La leggenda vuole che fosse Solimo, il compagno di Enea a fondare la città, fuggendo dall’incendio e dalla distruzione di Troia. Fin dall’antichità, per la sua collocazione geografica e per la sua struttura sociale e politica è stato un centro nevralgico e ricco della popolazione italica dei Peligni.
Le sue possenti mura di blocchi calcarei, ancora oggi imponenti e ben conservate, la difesero a lungo dall’invasione dell’esercito romano, fino a quando, nel pieno della pax augustea, la città divenne municipio. E’ in questa terra che nacque il grande scrittore latino Ovidio (foto) che declamava “Sulmo Mihi Patria Est”, fiero di essere nato nel cuore della fertile conca Peligna, con i suoi vigneti ed oliveti, con la florida economia e la vivace vita culturale, attestate ancora oggi dai monumenti e dai reperti che continuano a venire alla luce. Sulmona resistette a lungo alle scorrerie dei barbari, dopo la caduta dell’impero romano; ebbe un notevole rilievo nel periodo longobardo e normanno, e tornò a splendere sotto la dominazione sveva di Federico II, che vi istituì importanti uffici pubblici e culturali - la Fiera, la Cattedra di Diritto canonico, il Giustizierato-. Da allora ebbe una costante ascesa: fu residenza di principi, patria di un papa (Innocenzo III) e di uomini di cultura; ebbe una zecca e una scuola di oreficeria, i cui prodotti artigianali sono ancora oggi una tradizione viva e raffinata. Dal XVI secolo è famosa in tutto il mondo per i suoi confetti, oggi offerti in mille colori e forme artistiche.

La natura, il territorio, la cultura
Sulmona è situata nella grande conca peligna, sul sito dell’ immenso lago preistorico, alle cui acque un terremoto aprì la via verso il mare, alla confluenza dei fiumi Gizio e Vella. Immersa nello scenario dei grandi Parchi Nazionali d’Abruzzo e della Maiella, dai quali dista pochi chilometri, è una porta d’ingresso al cuore dell’Abruzzo verde. La sua struttura urbanistica denuncia i fasti di un tempo, dal periodo romano le cui tracce si leggono ancora nella disposizione delle strade e nei tratti di abitazioni che emergono, nei mosaici leggibili all’interno di abitazioni private.


Delle antiche e possenti mura del centro si trovano ancora tracce, soprattutto in alcune belle e ben conservate porte, tra cui Porta Napoli (1300, arco ogivale sormontato da un'ampia finestra ogivale), Porta Pacentrana, Porta Romana, Porta S. Antonio, con le sue stupende pietre lavorate, i suoi portali, le sue finestre, mentre il segno forse più tangibile della origine peligna è nelle imponenti rovine del Santuario di Ercole Curino (II-I sec. a. C.), dalle quali è emersa la famosa statua bronzea, opera dell’artista greco Lisippo, oggi conservata presso il Museo Archeologico nazionale di Chieti.




Un tratto dell’acquedotto duecentesco, (foto) con 21 grandi arcate e la rinascimentale fontana del Vecchio, costeggiano da un lato la piazza Garibaldi (palazzi dei secoli XVI-XVIII), intorno alla quale sono collocate due chiese storiche,la barocca S. Chiara, e S. Filippo, con magnifico portale trecentesco, e alcuni suggestivi resti -fianco e abside- della chiesa medievale di S. Francesco della Scarpa con portale romanico ogivale, ricostruita nel settecento.
Altri numerosi segni del medioevo sulmonese sono nella Cattedrale di S. Panfilo; bellissimo è il portale barocco, e meritano una visita gli ori, i preziosi marmi e gli arredi lignei, i sarcofagi del XV secolo, la cripta del XI secolo con arredi del XII secolo. Nel centro storico della città è collocata la trecentesca facciata di S. Maria della Tomba, mentre tra i vicoli e le piazzette più antiche destano attenzione i gotici ricami della bifora del Palazzo Tabassi, gli stucchi dei palazzi Mazara, i portali dei palazzo Sardi e Capograssi.

L’edificio che merita maggiore attenzione, testimonianza delle diverse stratificazioni storico-artistiche è il grandioso complesso architettonico della Chiesa e del Palazzo dell’Annunziata (foto) che si data al 1320. Suggestivo è il suo portale gotico, gli arredi e dipinti settecenteschi, sontuose sono le decorazioni barocche e le bifore e trifore gotico-rinascimentali. All’interno è collocato il Museo Civico con i resti di una domus romana del I secolo, sculture romane e arredi tombali, reperti archeologici, opere d’arte medievale e moderna, il Tesoro del Pio Istituto della SS. Annunziata, con leggiadre oreficerie di arte sulmonese del quattordicesimo e quindicesimo secolo, e una parte del Tesoro della Cattedrale di S. Panfilo. A pochi chilometri dal centro storico, nei silenzi del monte Morrone, sono suggestivi gli affreschi trecenteschi dell’Eremo di S. Onofrio dove Celestino V dimorò dal 1293, al giorno della sua elezione pontificia nel 1294, e dove tornò dopo la rinuncia al pontificato. Nella Badia Celestiniana che si data al 1200, l’interno rifatto nel settecento, conserva ancora altari e arredi lignei barocchi.

Manifestazioni ed Eventi
Venerdì Santo: processione con coro di cento elementi che incede a passo cadenzato
Domenica di Pasqua: "Madonna che scappa" - manifestazione di grande intensità religiosa e partecipazione popolare, notissima nei media nazionali ed esteri, si svolge in piazza Garibaldi; (foto Piazza Garibaldi)
28 Aprile: festa di S, Panfilo
ultima domenica di luglio: la Giostra Cavalleresca, in Piazza Maggiore - risale al periodo svevo e alle tradizioni guerriere del tempo.
Settembre: rassegna internazionale di arte contemporanea.
Ottobre:
Concorso Lirico "Maria Caniglia"

Musei
Museo Civico: Corso Ovidio, palazzo SS. Annunziata, tel. 0864/210216
Museo dell’arte e della tecnologia confettiera: Via Introdacqua, fabbrica Pelino,
tel. 0864/210047.
Museo Ambientale di Storia naturale: Via Angeloni, 11 tel. 0864/210216
Museo dell’immagine e della Documentazione: C.So Ovidio, tel. 0864/21135
foto archivio Communication&