Alla luce delle attuali conoscenze
non è possibile affermare che il locale ubicato al di sotto
dell’attuale chiesa di San Francesco di Paola sia stato nel
passato un locale accessorio della stessa o una vera e propria
chiesa.
La conformazione di quella che vogliamo in maniera provocatoria
definire “chiesa
prima” è tale da lasciar presupporre che la stessa non è un
accessorio, una cripta, un ipogeo della chiesa di San Francesco di Paola
ma quella piccola chiesa di cui parla Ignazio Di Pietro che parlando dei
suoi Sulmonesi afferma:
«Fondarono nel 1620 il Monistero dei PP.
Paolotti ed edificarono una bella chiesa sotto il titolo di S. Francesco
di Paola. con aver diroccata una piccola, dedicata a S. Maria delle Grazie,
e dietro all’altare maggiore esiste la iscrizione».
L’iscrizione di cui parla Ignazio Di Pietro trovasi oggi sull’ultima
parete dell’antico coro.
Un approfondito studio su questa chiesa è stato condotto dal Prof.
Antonino Don Chiaverini. Il pregevole lavoro “San Francesco di Paola
a Sulmona” è stato pubblicato dal Rotary Club di Sulmona il
1978 - Collana “Quaderni del Rotary” IV -
Per gentile concessione
del Presidente del Rotary Club di Sulmona è possibile
scaricare e consultare questa pregevole pubblicazione dal
nostro sito.
La certezza dell’esistenza di questa “chiesa” si può far
risalire al 1931. In questo anno, infatti, nel corso dei lavori di ripavimentazione
della chiesa attuale si è aperta una botola in corrispondenza dell’ingresso.
Ancora oggi, all’interno della stessa, troviamo lastre e detriti
della pavimentazione rimossa.
La nostra convinzione - tutta da verificare - che lascia supporre che
il riscoperto locale sia una chiesa e non una cripta è legata alle dimensioni
di questo ultimo e all’esistenza di diversi locali sotterranei nonchè alla
disposizione di quest’ultimi. Tra questi uno contenente un pozzo dal
quale si attingeva acqua, un altro ad uso cantina che presenta nelle murature
archi con imposta molto bassa rispetto al piano della stessa. Elementi questi
che lasciano pensare all’esistenza di un complesso situato ad una quota
inferiore rispetto all’attuale e nella quale si svolgeva la vita
conventuale.
Non mancherà occasione a quanti vorranno, con lo studio e la ricerca,
svelare quello che, ancor oggi, appare come il mistero della “Chiesa
sepolta”.
|