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Manoscritti del Cinquecento
Una biblioteca di testi sacri

L'esigenza della preparazione intellettuale spinse i Cappuccini a privilegiare in ogni Convento l'acquisto dei libri e un luogo idoneo per custodirli.
La biblioteca era l'unico luogo dove per i Cappuccini non si conosceva povertà.
Questi libri sono stati custoditi anche qui a Sulmona, nel Convento di san Francesco di Paola, nonostante le varie peripezie che hanno visto i Frati spostarsi dal Convento dell'Incoronata, a quello di san Giovanni Battista, fino all'attuale.
La biblioteca, per i motivi sopra esposti, è ricca di ben 5000 volumi, tra i quali abbiamo incunabili, manoscritti e libri che risalgono ai primi anni del '600 e del '700, le famose cinquecentine o seicentine.
Attualmente custodisce numerosi Manoscritti autografi, in fase di trascrizione e di pubblicazione nelle rispettive edizioni critiche, del santo Cappuccino Giuseppe da Leonessa (1556-1612). Dopo le reliquie ex ossibus di san Giuseppe da Leonessa (canonizzato il 1746), le più preziose sono, indubbiamente, i suoi Manoscritti. Venerandi di per sè, per la loro provenienza dalle mani d'un Santo, essi sono d'una singolare importanza per il fatto che la parola del Santo, l'eco viva del suo spirito, risuona ancor oggi in questi fogli, rivelandoci più immediatamente di tutte le altre testimonianze, l'intimo pensiero dello zelantissimo Predicatore popolare.